Citazioni dal Cammino sinodale – Un’offensiva per la trasparenza a cura dell’iniziativa di laici cattolici „Neuer Anfang“ („Nuovo Inizio“)

Alla luce dei dibattiti svoltisi e dei documenti approvati durante il cosiddetto „Cammino sinodale“ tedesco, è grande non solo in Germania la preoccupazione tra i cattolici che si stia realizzando una frammentazione o addirittura una separazione della Chiesa cattolica che è in Germania dalla Chiesa universale.

Il dibattito tedesco, inoltre, non mancherà di avere ripercussioni sulla Chiesa universale e confluirà nelle consultazioni del processo sinodale mondiale avviato da Papa Francesco. Tanto più importante è che tutti sappiano su cosa effettivamente si stia votando in Germania. Numerose lettere e ammonizioni dal tono preoccupato inviate ai confratelli in Germania da vescovi e cardinali, ma anche da Roma e dallo stesso Papa Francesco, testimoniano già di un crescente allarme.

Tali messaggi, di norma, sono rimasti senza risposta o hanno ricevuto per replica solo parole dissimulanti ed evasive.

In effetti, a molti vescovi e funzionari piace placare gli animi nei media dicendo cose del tipo:  dopo tutto, sono tutte solo „proposte“; si tratta di un „processo in corso“ e di un „dialogo“; naturalmente il Papa ha l’ultima parola; non si ha intenzione di separarsi dalla Chiesa universale.

Di fatto, però, la maggioranza dei vescovi ha approvato testi che minano alla base il magistero della Chiesa, indeboliscono la potestà episcopale e distruggono l’insegnamento permanente della Chiesa sull’antropologia cristiana („maschio e femmina li creò“), sull’amore, il matrimonio e la sessualità. Ma non basta: il Presidio sinodale ha addirittura annunciato di non voler rispettare il risultato negativo della votazione sul testo base del Forum IV „Vivere in relazioni riuscite“. Dopo che 21 vescovi coraggiosi avevano fatto cadere con il loro voto quel documento, che scandalosamente eleva dal punto di vista della teologia morale la pratica omosessuale e bisessuale al rango di una normale variante della sessualità umana, numerosi vescovi hanno dichiarato, contrariamente a ogni sinodalità e anche a ogni concezione di democrazia, che nella loro diocesi si sarebbero comunque orientati al documento rifiutato.

Monsignor Bätzing ha annunciato unilateralmente di voler comunque far confluire il testo nel processo sinodale mondiale, presentandolo anche in occasione della visita ad limina dei vescovi tedeschi a Roma. Ci chiediamo: a che servono d’ora in poi i dibattiti e le votazioni al Cammino sinodale, se ogni risultato „indesiderato“ viene semplicemente ignoratoe questo addirittura dal Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca?

Pochissimi cattolici in Germania, per non parlare del resto del mondo, hanno setacciato le pile di documenti che vengono lì presentate e approvate in nome di una tanto citata „riforma“ e con il pretesto di voler elaborare lo scandalo degli abusi. Nonostante in tale sede si asserisca di voler discutere le istanze „dei fedeli“ e i loro desideri di riforma, di fatto sono pochissimi i cattolici che prendono parte a questo dibattito, che viene soprattutto forzato da funzionari ecclesiastici. Inoltre, in Germania non pochi cattolici prendono deliberatamente le distanze da tale processo, perché non vogliono averci nulla a che fare e perché tanto non verrebbero comunque ascoltati.


Allo stesso tempo, nel dibattito mediale e pubblico – anche e soprattutto tra i teologi – non c’è accordo sulla questione di cosa venga effettivamente deliberato durante il Cammino sinodale: se cioè i contenuti approvati siano ancora compatibili con la dottrina cattolica o se il presunto progetto di riforma „Cammino sinodale“ stia manovrando la Chiesa tedesca in uno scisma.

Citazioni originali per una maggior trasparenza

In quanto iniziativa di laici cattolici, abbiamo deciso di far luce sugli innumerevoli testi di base e testi propositivi di azioni. A tal fine abbiamo compilato per voi e per tutti gli interessati una raccolta dei temi e delle citazioni più importanti tanto dal testo di orientamento quanto da ognuno dei quattro forum del Cammino sinodale, provvedendo contestualmente anche a una traduzione in più lingue (spagnolo, inglese, italiano). I testi sono disponibili per il download nelle rispettive lingue a questo link. Lasciamo che siano i testi stessi a parlare: ne risulteranno chiarezza e trasparenza maggiori rispetto alle interpretazioni dei media che circolano e vengono diffuse in gran numero. Leggete voi stessi che cosa veramente viene deliberato nel Cammino sinodale tedesco!

Vi preghiamo di leggere le raccolte delle citazioni originali tratte dalle risoluzioni del Cammino sinodale tedesco e di prendere posizione al riguardo come cattolici, se vi pare necessario. Come laici cattolici in Germania vogliamo preservare l’unità della Chiesa universale e chiediamo le vostre preghiere e il vostro sostegno.

Iniziativa „Neuer Anfang“ dalla Germania

Di seguito troverete i 5 documenti, ciascuno in forma di testo completo espandibile sulla homepage e di download in formato PDF sotto i link. Sì, potete e dovete sentirvi liberi di condividerlo!

Scaricare „Citazioni sinodali dal testo di orientamento“ (PDF)
Scarica „Citazioni sinodali dal Forum 1“ (PDF)
Scarica „Citazioni sinodali dal Forum 2“ (PDF)
Scarica „Citazioni sinodali dal Forum 3“ (PDF)
Scarica „Citazioni sinodali dal Forum 4“ (PDF)

Testo di orientamento sul Cammino Sinodale
„Sulla via della conversione e del rinnovamento. Fondamenti teologici del Cammino sinodale della Chiesa cattolica in Germania“

 (Risoluzione del Cammino sinodale approvata dall’Assemblea sinodale in data 3 febbraio 2022)

Il più alto Magistero della Chiesa ha esposto la dottrina vincolante sulla Rivelazione da ultimo, recependo l’intera Tradizione, segnatamente quella del Concilio di Trento e del Concilio Vaticano I, nella costituzione dogmatica sulla divina rivelazione Dei Verbum del Concilio Vaticano II. Anche se l’esposizione di tale dottrina non è dogma in senso formale, essa gode di massima forza vincolante, in quanto atto del più alto Magistero e testimonianza dell’ininterrotta tradizione dottrinale.

Da questa esposizione del Magistero risulta un’architettura dell’epistemologia teologica che rispecchia tale carattere vincolante.

In generale va detto che: il „Testo di orientamento“ del Cammino sinodale dissolve tale architettura e la fa slittare nei fondamenti. La pragmatica del testo consente di riconoscere l’obiettivo di tale slittamento tettonico: l’intento è di preparare la revisione della dottrina cristiana, nominando fonti di rivelazione („storia“, „segni dei tempi“) collocate al di là della rivelazione divina escatologicamente definitiva e compiuta in Gesù Cristo (cfr. DV 4 e, sul tema, già DV 2).

Inoltre viene dissolta l’unità di Scrittura, Tradizione e Magistero, che è decisiva per la Dei Verbum (cfr. DV 10). Di conseguenza viene ignorata la competenza interpretativa del Magistero, unica definitivamente vincolante riguardo alla Parola di Dio (cfr. ibidem).

In sintesi, quindi, si dovrà constatare quanto segue: il testo rompe con la dottrina del più alto Magistero di Dei Verbum in punti centrali. Lo fa nella sostanza chiaramente, ma non apertamente: ammanta la sostanza dei fatti con un linguaggio che pare tradizionale. Ecco perché è necessario analizzare precisamente le impostazioni chiave del testo.

È decisiva la dissoluzione dell’unità di Scrittura, Magistero e Tradizione programmaticamente postulata dalla Dei Verbum 10, rinvenibile al n. 10 del Testo di orientamento e nell’ulteriore architettura del testo. Il Magistero viene (contrariamente a DV 10) separato da Scrittura e Tradizione, subordinato al sensus fidei dei fedeli e ai segni dei tempi e infine assegnato alla teologia. Questo slittamento fondamentale determina l’intera architettura successiva del Testo di orientamento. Non si tratta quindi di un’imprecisione, ma chiaramente di un’opzione sistematica.

Dal punto di vista fattuale, già nel testo i cosiddetti „segni dei tempi“ divengono, per la loro potenziale qualità rivelatrice, specifiche fonti di conoscenza di eventuale carattere normativo per la formazione della dottrina, in cui è possibile discernere la volontà di Dio. Ciò è chiaramente confermato da ultimo dall’interpretazione, certo autentica, che Mons. Georg Bätzing ha dato di questo nesso del Testo di orientamento durante la sua disputa con il Cardinale Koch. Secondo questa formulazione, si deve chiaramente constatare l’esistenza di un conflitto con l’affermazione secondo cui la rivelazione si è conclusa in Gesù Cristo (DV 4, cfr. 2).

A causa della dissoluzione del nesso tra Scrittura, Magistero e Tradizione, la Scrittura e la Tradizione assumono significati multipli, cosa che è anche chiaramente affermata nel Testo di orientamento. La definizione vincolante del loro significato si sposta, nel testo, dal Magistero alla teologia. La domanda „Quis judicat?“ trova quindi una risposta che fa riferimento più o meno aperto alla teologia accademica. Quest’ultima, infatti, è anche interprete del sensus fidei e dei segni dei tempi.

In tutto il testo compare quasi esclusivamente la funzione testimoniale del Magistero; la sua capacità di prendere decisioni vincolanti e autorevoli (ad esempio in caso di conflitto) è sistematicamente irrilevante, esattamente come l’idea di una forma dottrinale vincolante, che cresca nelle singole decisioni e sia punto di partenza e di riferimento di ogni legittimo sviluppo e approfondimento.

Sia fatto nuovamente riferimento alla pragmatica del testo: l’intento è di preparare la revisione della dottrina cristiana, non approfondendo la forma dottrinale finora vigente, bensì negandola (si vedano come esempio l’antropologia, l’etica sessuale, la dottrina del matrimonio e dell’ufficio episcopale).

Citazioni dal testo originale (con i numeri di riga della versione tedesca)

(10) Dei „luoghi“ più importanti della teologia fanno parte la Sacra Scrittura e la Tradizione, i segni dei tempi e il sensus fidei del popolo di Dio, il Magistero e la teologia. Nessun luogo può sostituire gli altri luoghi; tutti necessitano di una reciproca distinzione e connessione. Tutti questi „luoghi“ devono tornare ad essere scoperti e collegati tra loro in ogni tempo, in modo che la fedeltà di Dio alla promessa possa rinnovare la fede della Chiesa di generazione in generazione. Ognuno di questi luoghi contiene in ogni tempo un’eccedenza di profezia che può essere non ridotta, ma rafforzata da altri „luoghi“ e altri „tempi“.

(30) „Le riforme sono parte integrante della Tradizione: la Santa Messa cambia; la dottrina si sviluppa; la Caritas si dispiega. Nella sua dinamica, la Tradizione è il processo che verifica l’attuale forma della Chiesa e della fede, per tornare a riceverla e modellarla come dono sempre nuovo di Dio. La Tradizione della Chiesa è aperta per il contesto di nuove scoperte, nuove intuizioni, nuove esperienze che sfidano la fede tramandata e richiedono nuove risposte, capaci di dare una più profonda testimonianza alla verità rivelata di Dio e di servire alla crescita della Chiesa, all’annuncio del Vangelo e al cammino di comunione con tutti gli esseri umani cui si estende la grazia di Dio. La filosofia e la saggezza dei popoli, la scienza e le arti, la vita degli uomini e il lavoro sociale della Chiesa sono stati e sono fattori ispiranti per l’ulteriore sviluppo e il sempre nuovo dispiegarsi della Tradizione. Le voci profetiche non esistono solo all’interno ma anche all’esterno della Chiesa. Le condizioni e le impostazioni di vita delle persone cambiano col passare del tempo; questi cambiamenti sono improntati dalla Tradizione e la improntano a loro volta.“

L’interpretazione di Mons. Bätzing al proposito: „Insieme a tutta una serie di testi magisteriali, come ad esempio la Costituzione conciliare Gaudium et spes e l’Enciclica Pacem in terris del Santo Papa Giovanni XXIII, il Testo di orientamento parte dal presupposto che Dio, creatore e sostenitore del mondo, torna sempre a rivelarsi anche in questo mondo e nella storia dell’umanità, che la sua opera e la sua natura quindi si rivelano concretizzandosi in eventi della storia…… In questo senso, tuttavia, essi non sono solo „sfondo del comprendere“, ma vere e proprie fonti riflettere la fede. Non è solo dalla Scrittura e dalla Tradizione, dalla teologia, dal Magistero e dal sensum fidei dei fedeli che si può imparare qualcosa sulla volontà di Dio per gli uomini e per la sua Chiesa, ma anche dagli eventi contemporanei e dagli sviluppi della storia che il popolo di Dio attraversa pellegrino.“

https://www.dbk.de/presse/aktuelles/meldung/bischof-baetzing-stellungnahme-zur-antwort-von-kardinal-kurt-koch-vom-29-september-2022

(35) „I segni dei tempi indicano in quale direzione si debba ulteriormente sviluppare la tradizione. Nel suo sensus fidei, il popolo di Dio riconosce, in virtù dello Spirito, quale sia il percorso delle vie della fede: che cosa del passato debba essere conservato e cosa lasciato cadere, che cosa debba essere ulteriormente sviluppato e cosa vada integrato ex novo. La teologia riflette su cosa sia, sia stato e possa essere considerato tradizione.“

(43) „Il segno dei tempi dato con potenza dal grido delle vittime di violenza sessualizzata non rimane senza conseguenze. Esso mette a fuoco altre questioni della vita della Chiesa, di cui alcune sono già state da tempo sollevate: la questione del potere e la richiesta di una divisione dei poteri; la realizzabilità in futuro delle forme di vita sacerdotali; la richiesta di un accesso paritario per tutti i generi a ministeri e uffici della Chiesa; la ricezione degli attuali risultati della ricerca scientifica nella morale sessuale della Chiesa. Anch’esse potrebbero rivelarsi come segni dei tempi. Anch’esse vogliono essere interpretate nel contesto della ricerca della presenza di Dio e del suo consiglio. Anche per loro vale la parola: „Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono!“ (1 Ts 5,19–21)“

(48) „Nessun personale giudizio di coscienza potrebbe durare nel tempo se si chiudesse ai pro e ai contro di riflessioni condivise con altri. […] Non per nulla la parola „coscienza“ rimanda alla „conoscenza comune“, alla „conscientia“, alla syneidesis (1 Cor 10,28). Ma, in fin dei conti, si appella sempre alla propria intuizione, al proprio giudizio, alla propria decisione. La personalissima decisione ultima di coscienza sulla propria condotta di vita è vincolante – anche se dovesse risultare che è stata vittima di un errore. Ignorare la coscienza, pilotarla dall’esterno, spegnerla o anche trascurarla significherebbe negare il centro personale dell’essere umano e la sua dignità creata da Dio. La coscienza, da parte sua, trova orientamento alla luce della fede.[…]“.

(49) „La coscienza dei fedeli si avvale a tal fine non da ultimo delle conoscenze acquisite da diverse scienze. Ma questo dimostra anche che il sensus fidei non giustifica una pretesa di proprietà esclusiva rivendicata da parte di singoli credenti. Il sensus fidei dei fedeli spinge verso un con-senso, un senso condiviso – anche se un tale consenso non viene sempre raggiunto e la comunità dei credenti deve quindi, per un certo periodo di tempo, convivere con espressioni di dissenso. La Chiesa non è solo una comunità di memoria, ma anche una comunità di dialogo“.

(62) „Così la teologia riceve anche il compito di contrastare tentazioni fondamentaliste, quando le posizioni di individui o di gruppi vengono date per assolute, in modo incapace di dialogo, e si ritiene debbano essere sottratte a qualsiasi dibattito. Nella Scientific Community [inglese in originale – N.d.T.] della teologia si verifica un’autocorrezione grazie al dibattito scientifico critico. Nel dialogo con il Magistero è necessaria anche una contrapposizione critica, per entrambi i partecipanti al dialogo.“

(68) „La questione dell’appropriata partecipazione di tutto il popolo di Dio alle consultazioni e alle decisioni nella Chiesa si pone a livello mondiale e pretende nuove risposte. Soprattutto le vittime e i sopravvissuti degli abusi devono essere ascoltati. Le loro esperienze, la loro indignazione e i loro lamenti devono trovare un’eco nella dottrina e nella pratica della Chiesa. Già per le Sacre Scritture, le esperienze delle persone e la proclamazione della Parola di Dio sono inscindibili. Nessuno le può separare le une dall’altra.“

Link al documento originale:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-III_1.1NEU_Synodalpraesidium-Orientierungstext-Beschluss.pdf

Forum sinodale I „Potere e divisione dei poteri nella Chiesa“

(Testo base della seconda lettura all’Assemblea del Cammino sinodale 03-05.02.22)

Il problema pervasivo del Testo base è che la „potestà spirituale“ della Scrittura viene spesso scambiata con il concetto di „potere“, variamente discusso nella società contemporanea. Il dibattito sul potere viene quindi aperto con l’abuso di potere, fissandosi esclusivamente sulla Chiesa cattolica. Si proiettano „cause sistemiche“ esclusivamente su strutture clericali, sospettando di abuso di potere ogni struttura gerarchica. Da questo errato approccio ermeneutico conseguono altri capovolgimenti.

Nel testo viene disgregata la complessa unità (cfr. Lumen Gentium n. 8: „una sola complessa realtà“) di realtà spirituale della Chiesa e compagine sociale. I due aspetti sono giustapposti in modo puramente additivo. In tal modo si viene a perdere la sacramentalità della Chiesa, fondamentale per il Concilio, in cui questa unità si realizza. Ma con essa va persa anche la struttura fondamentale dell’ecclesiologia insegnata in modo vincolante dal Concilio. Questa errata impostazione di base determina il testo nel suo complesso.

Di conseguenza, la complessa dialettica, fondata nella missione, tra potestà spirituale e umile servizio nel ministero sacramentale della Chiesa viene compresa esclusivamente dal punto di vista della possibilità di abuso che vi è insita. Sì, essa viene ridotta antropologicamente e sociologicamente al concetto di ordinamento dei poteri, perdendone di vista la sua effettiva natura teologica. In definitiva, il testo identifica in linea di principio la potestà spirituale del ministero di guida nella Chiesa, così come essa è stata intesa finora da un punto di vista canonico e dogmatico, con una causa sistemica di abuso. In tal modo si priva l’episcopato dei fondamenti teologici sviluppati dalla Lumen Gentium.

La conseguenza pratica è il tentativo di risolvere il problema dell’abuso di potere nella Chiesa tramite una „neutralizzazione“ della potestà episcopale in organismi (pseudo) sinodali permanenti. Il cardinal Walter Kasper ha fatto notare che tali organismi sinodali permanenti non hanno un posto nella costituzione teologica della Chiesa. Essi inoltre si orientano, in ultima analisi, a modelli di ordine politico secolare (parlamento, divisione dei poteri, „checks and balances“, ecc.). La complessità dei rapporti tra ordine politico e l’ordine sacramentale della communio ecclesiale non è sufficientemente percepita. Tanto meno si riconosce anche solo in accenni il rapporto tra responsabilità pastorale e partecipazione. In fin dei conti, il „problema del potere“, che può essere risolto solo spiritualmente, viene solo trasferito a degli organismi. La prevista neutralizzazione della responsabilità episcopale danneggia l’episcopato nella sua sostanza.

Nel Forum I, inoltre, hanno effetto le impostazioni chiave del Testo di orientamento. Il testo afferma esplicitamente la possibilità di una „pluralità“ nella dottrina della Chiesa, che si estende fino alla contraddizione diretta su questioni essenziali.

La pragmatica del testo diviene evidente con il distaccarsi della costituzione sociale dalla realtà spirituale della Chiesa e con l’affermazione della possibilità di una forma contraddittoria della dottrina. Come già  nel Testo di orientamento, l’intento è di preparare la revisione della dottrina finora vincolante fino alla sua negazione.

Citazioni originali dal testo:

(8-12): „La Chiesa cattolica vive una crisi profonda. Essa può adempiere alla sua missione, tuttavia, solo se riconosce il carattere, le cause e le dimensioni di questa crisi, la affronta e lavora seriamente per trovare soluzioni. Questo riguarda soprattutto le cause sistemiche di abuso di potere e di violenza sessualizzata e spirituale“.

(22-26): „La conversione e il rinnovamento della Chiesa riguardano soprattutto l’ordinamento del potere al suo interno. Perché se la Chiesa, secondo Lumen Gentium 8, è un’entità spirituale, essa è anche una società costituita in questo mondo, perché solo in tal modo essa può servirlo.“

(31-42): „Lo scandalo degli abusi obbliga la Chiesa cattolica a domandarsi da quale spirito si lasci guidare. La risposta a questa domanda può essere data solo dall’intero popolo di Dio. Il sensus fidei di tutti i battezzati richiede quindi più responsabilità condivisa, azione cooperativa e diritti di partecipazione esigibili. La responsabilità condivisa crea non da ultimo trasparenza nell’uso del potere ecclesiastico. Lo studio MHG [studio commissionato dalla Conferenza Episcopale Tedesca che prende il nome dalle città di Mannheim, Heidelberg e Gießen, sedi dei centri in cui si è svolta la ricerca – N.d.T.] ha dimostrato in modo impressionante e con inquietante abbondanza di esempi che la violenza sessualizzata da parte di chierici nei confronti di bambini e giovani, l’insabbiamento di crimini e la protezione dei criminali hanno cause non solo di carattere psicologico individuale, bensì anche sistemiche“.

(61-73): „Un cambiamento dell’ordinamento del potere nella Chiesa è necessario per il successo dell’inculturazione in una società di stampo democratico, libera e basata sullo stato di diritto. Ciò non significa un’adozione acritica della prassi sociale; perché la Chiesa ha sempre anche una missione critico-profetica nei confronti dei suoi partner sociali. Ma in molti punti la società democratica non riesce più a capire e giustificare l’ordine ecclesiastico del potere. Sì: la Chiesa è pubblicamente sospettata di usare il suo proprio ordinamento giuridico per discriminare persone, minare gli standard democratici e per immunizzarsi contro domande critiche sui suoi insegnamenti e sulle sue strutture organizzative“.

(272-281): „Il Concilio Vaticano II ha nuovamente definito i fedeli e il loro sensus fidei (cfr. Lumen Gentium 12) e i „segni dei tempi“ (Gaudium et Spes 4) come „luoghi della teologia“. Ne fanno parte l’importanza di conoscenze acquisite all’esterno per una più profonda comprensione del Vangelo e un’organizzazione delle strutture ecclesiali che sia in linea coi tempi (cfr. Gaudium et Spes 44). Questo include anche l’interpretazione dialogica della Parola di Dio da parte di ‚laici‘ credenti, della teologia scientifica e del Magistero della Chiesa. La determinazione differenziata di tale compagine ha conseguenze per la concezione del potere e della divisione dei poteri nella missione della Chiesa, che saranno spiegate a seguire.“

(287-290): „La rivelazione di Dio è avvenuta una volta per tutte – ma la sua ricezione e interpretazione avvengono in modo umano, cioè nel quadro di processi di comprensione storici e determinati dalla cultura, già nella Bibbia“.

(329-333): „Vogliamo imparare a vivere la varietà teologica nell’unità della Chiesa. Pluralità come legittima varietà di diverse convinzioni chiave: anche all’interno della Chiesa, Chiesa e teologia erano e sono plurali. La varietà non è né una debolezza della Chiesa né un fallimento nella guida dei responsabili“.

(343-359): „Ciò non esonera dal tornare sempre a cercare questa verità della storia della salvezza nella diversità di tempi, forme culturali e concrete sfide sociali. Si può parlare onestamente dell’unica verità che ci è stata affidata solo se si è consapevoli della complessità di tali approcci e accessi e si apre senza restrizioni lo spazio per discuterne. Un approccio alla complessità così sensibile all’ambiguità è d’obbligo per rispetto del carattere storico della verità della salvezza e al tempo stesso si dimostra, soprattutto oggi, come chiaro segnale di contemporaneità intellettuale. È quindi un prerequisito fondamentale dell’odierna teologia, per la quale non esiste un’unica prospettiva centrale, né un’unica verità della salvezza religiosa, morale e politica del mondo, e neanche una sola forma di pensiero che possa rivendicare un’autorità ultima. Anche nella Chiesa possono essere in concorrenza tra loro legittime visioni e progetti di vita, persino relativamente a convincimenti chiave. Sì, possono perfino da un lato rivendicare la pretesa, teologicamente giustificata, di verità, correttezza, comprensibilità e onestà, e purtuttavia contraddirsi a vicenda nel messaggio che comunicano o nel linguaggio che usano“.

(415-418): „Un sacramento deve avere effetto di richiamo! Per quanto riguarda la Chiesa, questo significa: il significato e la credibilità devono esprimersi nella struttura (Lumen Gentium 8). L’ordinamento e l’esercizio del potere della Chiesa devono dimostrarsi degni della fiducia dei fedeli. … la cultura giuridica della Chiesa [deve] orientarsi ai diritti fondamentali e umani […]“.

(490-496): „Il compito ecclesiologico da assolvere oggi è quello di ridefinire, tanto nella concezione del ministero sacramentale quanto anche nella concezione e nella prassi dei compiti di guida, l’interrelazione del sacerdozio comune di tutti e del sacerdozio particolare del ministero. È importante che la struttura di communio della Chiesa raggiunga una forma sociale e giuridica capace di rendere impossibili rapporti di dominio unilaterali e di rendere vincolanti possibilità di partecipazione per tutti“.

Link al testo:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-III_1.2NEU_Synodalforum-I_Grundtext-Beschluss.pdf

Forum l Testo propositivo di azioni „Consultarsi e decidere insieme“

(Testo presentato per la seconda lettura, non ancora sottoposto a delibera)

L’auto-vincolazione del vescovo e del parroco a delibere a maggioranze di due terzi significa l’introduzione di pratiche parlamentari nella struttura di communio della Chiesa. I membri dominano sul „capo“, la communio si trasforma in un consilium (un parlamento).

Dal punto di vista strutturale, questo auto-vincolazione viene ulteriormente rafforzata dal fatto che un vescovo contrario debba assoggettarsi a una seconda votazione.

Se resta contrario anche dopo, viene convocato un tribunale arbitrale, sulla cui composizione egli non ha alcuna influenza.

Citazione originale dal testo:

„Se non si raggiunge una decisione efficace dal punto di vista giuridico, perché il vescovo non acconsente, avrà luogo una nuova consultazione. Se anche qui non si raggiunge un accordo, il Consiglio potrà, con una maggioranza di due terzi, opporsi al voto del Vescovo. Se non si raggiunge un accordo perché il vescovo si oppone anche a questa decisione, si aprirà una procedura di conciliazione, le cui condizioni sono state preventivamente definite e alle quali tutte le parti coinvolte si impegnano ad aderire. In questa procedura possono essere coinvolti vescovi e sinodali di altre diocesi“.

Link al testo:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV-IV_Synodalforum-I-Handlungstext.GemeinsamBeratenUndEntscheiden-Lesung2.pdf

Forum  I Testo propositivo di azioni „Rafforzare in modo duraturo la sinodalità: un Consiglio sinodale per la Chiesa cattolica in Germania“.

(Testo per la seconda lettura durante la quarta Assemblea sinodale (8-10.9.2022) (votazione: 170 sì, 4 no, 15 astenuti / votazione vescovi presenti con diritto al voto 59: sì: 43, no: 6, astenuti: 10)

Qui il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZDK) viene messo sullo stesso piano dei vescovi, nonostante sia stato originariamente fondato solo come rappresentanza dei laici per difendere gli interessi della Chiesa contro le ingerenze dello Stato. Ora si ha l’impressione che debba difendere „interessi della Chiesa nazionale“ contro ingerenze di Roma e della Chiesa mondiale.

Attraverso le strutture parlamentari già adottate nel Testo propositivo di azioni „Consultarsi e decidere insieme“, si provvede a disciplinare vescovi fedeli alla chiesa locale, romana o universale.

Citazione originale dal testo:

(23-36): „L’Assemblea sinodale delibera di istituire un Consiglio sinodale. L’istituzione avviene in base ai can. 127 e 129 CIC. Per preparare il Consiglio sinodale, l’Assemblea sinodale nomina un Comitato sinodale. Il Comitato sinodale è composto dai 27 vescovi diocesani, da 27 membri eletti dal ZdK e da 10 membri eletti da questi congiuntamente. Di questo Comitato sono responsabili insieme la Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK). Esso è presieduto dal presidente della DBK e dal/dalla presidente del ZDK.“

Link al testo:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T1NEU3_SV-IV_1_Synodalforum_I-HandlungstextSynodalitaetNachhaltigStaerken_Synodaler_Rat.pdf

Forum sinodale II Testo base „Vita sacerdotale oggi“.

(Seconda lettura all’Assemblea sinodale 08-10.09.2022)

Forum sinodale II Testo propositivo di azioni „Rimozione dei tabù e normalizzazione – Voti sulla situazione dei sacerdoti non eterosessuali“

(Versione approvata in data 10.09.2022)

Forum sinodale II Testo propositivo di azioni „Il celibato dei sacerdoti – rafforzamento e apertura“

(Seconda lettura all’Assemblea sinodale 08-10.09.2022)

I testi approvati dal Forum sono poco chiari, spesso incomprensibili e in parte addirittura contraddittori. Da un lato, vi si trovano certo formulazioni tradizionali sul sacerdozio, come anche annotazioni, citazioni di Papi e concili spesso inserite in un secondo momento in seguito a obiezioni. Dall’altro lato, chi conosca la situazione della teologia tedesca, ritroverà nei testi l’agenda liberale mirante all‘abolizione del sacerdozio ordinato. A differenza che nel Concilio, la grande maggioranza dei partecipanti vuole provocare la rottura e promuovere una concezione protestante del sacerdozio.

(Testo base, n. 1): „Le domande riguardanti il tema della vita sacerdotale sono state portate all’attenzione già da 50 anni e non hanno ricevuto una risposta soddisfacente. In questo contesto il ministero sacerdotale viene analizzato criticamente in tutte le sue dimensioni.“ 

(Testo base, n. 1): „Un ministero sacerdotale che in linea teorica dovrebbe essere riservato soltanto a uomini eterosessuali appare discutibile e incompatibile con la prassi vissuta.
L’esclusione delle donne dal ministero sacerdotale genera incomprensione, per cui ne viene richiesta a gran voce la revisione.
 
La motivazione per cui il
celibato costituirebbe lo stile di vita obbligatorio per i sacerdoti è ormai divenuta inaccettabile ai più.
Si richiede espressamente di poter discutere di omosessualità anche nel caso dei sacerdoti. 

Secondo il testo, la realtà della vita delle persone ha valore di fonte di conoscenza teologica. Di conseguenza, una dichiarazione di fede o un’informazione teologica è obsoleta quando non viene più compresa o condivisa: è vero solo ciò che è comunicabile o ciò che viene recepito. Nella comunicazione con il mondo esterno e anche con Roma, tuttavia, si mostra un’altra facciata. I portavoce dei vescovi tedeschi tranquillizzano: non si vorrebbe togliere niente a nessuno; non si cambierebbe affatto la dottrina; non si farebbe altro che accentuarla e svilupparla ulteriormente.

I testi originali dicono tutt’altro: in primo luogo, l’agenda viene dettagliata nei cosiddetti “testi propositivi di azioni” [Handlungstexte]. In secondo luogo, i termini tradizionali sono usati in modo ambiguo e costantemente relativizzati. Due esempi:

In alcuni passaggi „sacramentalità“ potrebbe essere compresa nel senso della classica definizione del segno che opera ciò che significa. Ma questo non viene mai detto e in tutti i passaggi può anche essere solo un uso analogico: „sacramentale“ solo nel senso di una rappresentazione simbolica che permette ai fedeli di „sperimentare“ qualcosa, che „rende chiaro“ qualcosa, o che può scomparire:

(Testo propositivo di azioni sul celibato, a): „Sì al sacerdozio sacramentale, che per la nostra Chiesa cattolica è altrettanto fondamentale quanto il sacerdozio comune di tutti i battezzati, al cui servizio il sacerdozio sacramentale si pone. Si al fatto che le persone possano fare esperienza di sacerdoti che gli annuncino la salvezza e la rendano esperibile nei momenti cardine dell’esistenza umana, con i suoi alti e bassi. Sì a un ministero sacerdotale che renda sperimentabile nei modi più diversi la presenza e l’efficacia costante di Gesù Cristo in mezzo al mondo.“

(Testo base, n. 5.4): „Esiste tuttavia il pericolo che lo stile di vita celibatario porti a un isolamento, qualora la sua natura simbolica non venga più sostenuta da ampie parti del popolo di Dio. Inoltre, la sacramentalità è a rischio laddove il celibato non venga compreso sotto il profilo spirituale né vissuto concretamente e in modo credibile e venga tacitamente e collettivamente eroso in una doppia vita tollerata dai vertici ecclesiastici.“ 

Il modo in cui un laico rappresenta Cristo viene a stento distinto dalla „repraesentatio Christi“ del sacerdote: da un lato, quest’ultima è intesa come simboleggiante la grazia e la salvezza che ci pervengono „extra nos“ immeritatamente da Dio, dall’altro ciò viene immediatamente relativizzato:

(Testo base, n. 4.): „Secondo la tradizione cattolica, nella Chiesa il ministro ordinato mantiene presente in maniera costitutiva il sostanziale interlocutore della promessa e dell’esigenza divina nella comunità.“

(Testo base, 5.2):Ciascun(a) singolo/a battezzato/a rappresenta Cristo, l’unico ’sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek‘ (Eb 5,10), che ha fatto della sua Chiesa un regno di “sacerdoti per il suo Dio e Padre” (Ap 1,6). […] Da questa sacerdotalità va tenuta distinta la repraesentatio Christidel sacerdote nell’amministrazione dei Sacramenti a lui riservati, in particolare nella celebrazione dell’Eucaristia. Dai testi magisteriali emerge chiaramente che la ‚repraesentatio Christi‘ del sacerdote non si limita solo al dispensare sacramenti o al presiedere all’Eucaristia, bensì riguarda l’intera vita del sacerdote. Si apre così la questione di quale sia la relazione tra la ‚repraesentatio Christi‘ del sacerdote al di fuori della celebrazione eucaristica e la ‚repraesentatio Christi‘ parimenti spettante a tutti i fedeli.

Al di fuori delle sue azioni sacramentali, l’esistenza del sacerdote non differisce da quella di tutti i fedeli. Il fatto che la ‚repraesentatio sacramentale‘ del sacerdote plasmi l’intera sua esistenza non significa che egli si distingua nella vita quotidiana.“

La speciale partecipazione del sacerdozio ordinato al sacerdozio di Cristo e la configurazione come „imago Christi“ per l’offerta del sacrificio di Cristo „in persona Christi“, la remissione dei peccati e il suo compito di amministrare pubblicamente il ministero sacerdotale davanti agli uomini in nome di Cristo è sì riconosciuto con una citazione da Presbyterorum Ordinis (PO) alla nota 30, ma non si vede la motivazione del sacrificio della vita sacerdotale, che consiste nell’assumere lo stile di vita di Gesù con l’impegno al celibato.

L’amore pastorale associato alla missione pastorale di Gesù (Pastores dabo vobis) non compare in nessun passaggio del testo. Anche la differenza, di essenza e non solo di grado, tra sacerdozio particolare e universale viene citata da Lumen Gentium (LG 10) in forma abbreviata. Ma l’espressione viene liquidata come aristotelismo ontologico, oggi incomprensibile; e l’ivi espressa specifica differenza del sacerdote che, in virtù del suo sacro potere, esercita i tre „munera Christi“, viene ridotta in prospettiva orizzontale e quindi scambiata come segue:

(Testo base n. 5.3): … la differenza essenziale va ravvisata nel servizio sacramentale svolto a beneficio dell’unità della comunità e della struttura comunitaria. Il sacerdote realizza il ministero di unità appena descritto anche nel suo ministero di guida. […] Il ministero di guida è un concetto ampio e aperto. Guidare significa essenzialmente permettere la partecipazione di molti ai svariati compiti della Chiesa.  La guida va alla ricerca dei doni dello Spirito e ne permette la realizzazione al servizio dell’unità della Chiesa.

[…] La guida sacerdotale […] va piuttosto letta sotto il profilo teologico come magistero. Annunciare il Vangelo è il compito precipuo del ministero di guida.“ 

La necessità dell’ordinazione sacerdotale non viene giustificata con l'“extra nos“ della grazia elargita ai cristiani tramite l’incarnazione, croce e risurrezione di Cristo, che nessuno può semplicemente prendersi e che nessuno può nemmeno produrre, perché solo un sacramento rende capaci di amministrare i sacramenti di Cristo. Piuttosto, visto il dubbio diffuso, la differenza di essenza stabilita dalla consacrazione viene spiegata solo in modo antidonatistico:

(Testo base, 4):Ad essere in discussione è la necessità sacramentale del sacerdozio ministeriale. Anche nelle parrocchie il ministero specifico del sacerdote non è più plausibile. Molte comunità, infatti, vista la carenza già imperante di presbiteri ordinati e l’eclatante tracollo del loro numero che si va prospettando, stanno cercando e trovando in modo piuttosto pragmatico modi per organizzare la vita ecclesiastica anche senza sacerdoti.“

(Testo base, nota 41): Se all’interno della Chiesa il Signore realizza grazia e salvezza attraverso i Sacramenti, allora la potenziale efficacia del ministero sacramentale del sacerdote deve essere data indipendentemente dalla disposizione morale del ministro. Ma per esprimere ciò si è dovuto ricorrere a categorie ontologiche.“

La tendenza del testo nel suo complesso è chiara: la specifica differenza del sacerdozio ordinato deve essere livellata. Ma non si cerca neanche una giustificazione cristologica o vocazional-teologica o ecclesiologica per il sacerdozio e il celibato. Manca la comprensione del fatto che gli apostoli furono chiamati e incaricati prima che qualcuno fosse battezzato; e che essi a loro volta, con l’imposizione delle mani, hanno nominato altri uomini perché celebrassero la Cena del Signore e amministrassero altri sacramenti e presiedessero alle comunità. Per questo si giunge alla conclusione:

(Testo base, n. 1): „La testimonianza biblica è molto chiara a proposito di questo tema. In senso stretto e proprio, esiste un unico (sommo) sacerdote, vale a dire Gesù Cristo. E si parla del popolo sacerdotale, cui è stata donata la redenzione (cfr. 1 Pt 2,9).“

Inoltre i testi sono strettamente legati agli altri forum sinodali, per come richiamano all’esegesi moderna e adottano in modo acritico le affermazioni e gli spunti di ricerca ipotetici di uno studio sugli abusi (studio MHG). Si sostiene che: l’obsoleta teologia del sacerdozio, il clericalismo, il celibato obbligatorio, come pure il rifiuto di ordinare sacerdoti donne e omosessuali, avrebbero favorito gli abusi sessuali. Chi non sostiene la modifica della morale sessuale nel Catechismo della Chiesa richiesta dal Forum IV, cioè la legittimità del sesso genitale non eterosessuale di tutti i possibili sessi tra loro, costui „discrimina“; e:

(Testo propositivo di azioni „Rimozione dei tabù“, n. 3.): „Chiunque mostri atteggiamenti discriminatori non può ricoprire posizioni di responsabilità e di guida. Per favorire la sensibilizzazione, la Chiesa cattolica in Germania collabora con enti antidiscriminazione ecclesiastici, statali e della società civile„.

Secondo l’emendamento approvato nell’ultima Assemblea sinodale, ciò è „decisamente troppo poco“. Pertanto la versione finale dovrebbe essere integrata così:

(Testo propositivo di azioni „Rimozione dei tabù“, n. 3): „In linea di principio un atteggiamento discriminatorio deve essere condannato e, se necessario, anche punito.

Link al Testo base „Vita sacerdotale“:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV-IV-Synodalforum-II-Grundtext-Lesung2.pdf

Link al Testo propositivo di azioni „Rimozione dei tabù e normalizzazione – Voti sulla situazione dei sacerdoti non eterosessuali“

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T2NEU_SV-IV_6_Synodalforum_II-HandlungstextEnttabuisierungUndNormalisierung-Voten-zur-Situation_ni.pdf

Link al Testo propositivo di azioni „Il celibato dei sacerdoti – Rafforzamento e apertura“
 https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV-IV_Synodalforum-II-Handlungstext.DerZoelibatDerPriester-Lesung2.pdf

Forum sinodale III: „Le donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa“ Testo base

(seconda lettura, approvato in data 09.09.2022)

Nell’antropologia conforme alla dottrina cattolica valgono due convincimenti di fede contemporaneamente, senza contraddirsi tra loro:
1) l’uomo e la donna hanno la stessa dignità in quanto esseri umani di pari valore;
2) l’uomo e la donna hanno vocazioni differenti specifiche del loro genere, cosa che non significa una discriminazione.

Questo nucleo dell’antropologia cattolica è negato costantemente nel testo, sotto la parola d’ordine della „giustizia di genere“. Pur potendo questo concetto essere inteso nel senso della dottrina cattolica, esso viene piuttosto utilizzato secondo i dettami della teoria del gender (pluralità di identità sessuali). La binarietà dei sessi dovrebbe essere dissolta a causa di rare deviazioni intersessuali. Alla complementarietà di uomo e donna viene data una connotazione negativa. Pertanto, le persone dovrebbero essere considerate solo in base ai loro talenti, in modo neutro quanto al sesso. Il fatto che Gesù fosse di sesso maschile, pertanto, non avrebbe alcun significato per una vocazione al sacerdozio.

Viene ignorata la forza simbolica della sessualità corporea: come donna, che può essere sposa e madre (concepire la vita, portare vita in sé, allattare il bambino con il suo corpo); come uomo, che può essere sposo e padre (generare la vita, proteggere e promuovere la vita). Di conseguenza si dissolve il quadro di orientamento antropologico per i sacramenti dell’ordinazione sacerdotale e del matrimonio.

Il sacerdozio particolare non viene più distinto in senso essenziale, bensì solo graduale dal sacerdozio comune di tutti i credenti, tra le altre cose mescolando ministeri del „sacerdozio comune“ con quelli del sacerdozio „particolare“: ministeri
a) dell’evangelizzazione/predicazione,
b) dell’azione caritativa e
c) della liturgia / presidenza dell’Eucaristia.

Nel complesso, l’intento è di sciogliere la gerarchia.

Per il sacramento dell’Eucaristia non dovrebbe essere presupposta alcuna somiglianza naturale con l’essere maschio di Gesù. La concezione sacerdotal-cultuale dell’ufficio ministeriale dovrebbe essere superata, poiché il compito più importante della celebrazione dell’Eucaristia non sarebbe il sacrificio della Messa, bensì l’annuncio del Vangelo.

Nonostante Ordinatio Sacerdotalis (22.05.1994) valga come dottrina infallibile (risposta al Dubium con commento del 28.10.1995, nuovo chiarimento il 29.05.2018), ben 45 vescovi tedeschi considerano l’ordinazione delle donne una questione aperta da discutere. Così facendo, si mette in discussione l’autorità del Magistero.

Citazioni originali dal testo base

(riferimenti alle righe della versione originale tedesca)

(57-64): „Ciò significa necessariamente riflettere sulle diverse posizioni teologiche nella prospettiva della parità di genere, avviando un dialogo intenso con le scienze sociali, culturali e umane e riprendendone in modo costruttivo le riflessioni attinenti alla teoria del gender. Nel merito, si consideri anche che nella Chiesa cattolica romana ci sono persone che non ritengono che la loro identità di genere sia adeguatamente collocata nella distinzione tra uomo e donna.“

(187-191): „Si ha equità tra i sessi quando ogni persona nel rispettivo contesto sociale, a prescindere dalla sua appartenenza o identità sessuale, avendo pari diritti e pari opportunità di partecipare a beni e accedere a posizioni, può condurre una vita autodeterminata.“

(223): „Il sesso quindi, inteso come gender, deve essere visto in una dimensione plurima.“
(1117-21): Qui si nega la comune umanità dell’uomo e della donna: „Chiunque ritenga che in questo contesto teologico l’inconfutabile sesso biologico maschile di Gesù sia rilevante, corre il rischio di mettere in discussione la redenzione della donna da parte di Dio, poiché è redento solo colui del quale Dio ha assunto la natura umana.“

(12-18): „Poiché tutti sono ‚una cosa sola in Cristo Gesù‘, la non ammissione delle donne ai ministeri ordinati della Chiesa, alla luce degli attuali segni dei tempi, richiede urgentemente una rinnovata verifica teologica e antropologica.“

(1393-1396): „In futuro non dovrà più essere il sesso a decidere dell’assegnazione degli uffici, ma la vocazione, le capacità e le competenze utili ad annunciare il Vangelo nel nostro tempo.“

(319-320): „la Chiesa assume la sua forma visibile principalmente nelle celebrazioni liturgiche, nella catechesi e nella diaconia.“

(1192 s.): „Rappresenta Gesù Cristo chi si fa carico dei più poveri tra i poveri.“

(1224-1229): „Deve essere davvero il sesso maschile del ministro ordinato, la sua physis corporea, a qualificarlo per rappresentare adeguatamente Gesù Cristo nella celebrazione eucaristica? Si deve sottoporre ad un’analisi critica fondamentale ogni esaltazione spirituale della differenza tra i sessi mirante all’assegnazione di ruoli ecclesiastici, in particolare nel contesto della teologia dei ministeri.“

(1162-1164): „Con questa si supera una concezione sacerdotal-cultuale del ministero, che nella tarda antichità e nella Scolastica portò a una nuova interpretazione del sacerdozio, che stabiliva il suo compito più importante nell’offerta del sacrificio della Messa.“

(45-52): Il Forum sinodale III chiede „alla massima Autorità della Chiesa (Papa e Concilio) se la dottrina di Ordinatio Sacerdotalis non debba essere riesaminata„.

(1264-1267): „Va posta contemporaneamente la questione di cosa significhi il fatto che singoli vescovi oggi considerino la questione aperta quanto al suo risultato e sollecitino argomentazioni più approfondite in sintonia con la ricerca teologica.“

Link al documento originale: https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T5NEU_SV-IV_7_Synodalforum_III-Grundtext-2.Lesung.pdf

Forum sinodale III Testo propositivo di azioni „Annuncio del Vangelo da parte delle donne nella Parola e nel Sacramento“

(versione approvata in data 10.09.2022)

Il Testo propositivo di azioni si basa su una concezione funzionale dell’ordinazione e su un’ecclesiologia pelagiana. Per ragioni pragmatiche, per esempio, l’amministrazione di un sacramento dovrebbe essere affidata al catechista. Manca una chiara distinzione e un’adeguata definizione del rapporto tra ordo e charisma. I canoni del CIC che contengono regole valide in casi eccezionali dovrebbero servire da base per casi normali. Il testo manifesta l’intento di clericalizzare la Chiesa, aprendo ai laici i compiti sacramentali riservati ai consacrati (battesimo, omelia, matrimonio, unzione degli infermi, confessione). Questo contraddice l’intento di rafforzare l’apostolato dei laici, come già fu intenzione del Vaticano II e concretamente realizzato da Papa Francesco con l’apertura del ministero di lettore e accolito a tutti i fedeli e il nuovo slancio dato al ministero del catechista.

Citazioni originali dal documento:

„[I vescovi tedeschi] auspicano una norma particolare riferita a can. 766 CIC 1983, con la quale i/le collaboratori/trici pastorali non ordinati/e con qualificazione teologica e omiletica vengano incaricati del ministero permanente della predicazione nella chiesa locale per l’annuncio del Vangelo, secondo le necessità pastorali riconosciute dall’Ordinario del luogo, in tutte le forme di funzione religiosa.“

„Negli organismi della Conferenza Episcopale Tedesca, tenendo conto dei documenti già esistenti in  singole diocesi tedesche e nella Chiesa universale, si sta elaborando un regolamento quadro per incaricare laici e laiche di presiedere alla celebrazione del battesimo e di assistere ai matrimoni“.

„In tale contesto si discutono anche possibilità di rilanciare la confessione laicale nel quadro dell’accompagnamento spirituale. È oggetto di riflessione anche il significato della benedizione e unzione degli infermi per tutti/e i/le collaboratori/collaboratrici pastorali attivi nell’accompagnamento dei malati“.

Link al documento originale:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T3NEU_SV-IV_9_Synodalforum_III-HandlungstextVerkuendigungDesEvangeliumsDurchFrauen.pdf

Forum sinodale III Testo propositivo di azioni „Misure contro gli abusi sessuali sulle donne nella Chiesa“

(versione della prima lettura)

Il punto debole sostanziale del testo consiste nella permanente indeterminatezza del termine „abuso spirituale“. Il mancante approfondimento terminologico potrebbe aprire la strada a denunce a danno di membri del clero che abbiano opinioni sgradite e causare una riluttanza ad offrire accompagnamento spirituale. Nel testo, inoltre, non sono distinte nettamente tra loro le diverse forme di abuso, per esempio quando si propongono programmi di prevenzione.

Citazione: „È noto da anni che numerosi adulti, soprattutto donne adulte, sono vittime di abusi spirituali o sessuali perpetrati nella Chiesa cattolica; allo stesso tempo, le norme giuridiche al riguardo sono insufficienti (vedi motivazione di seguito). Nel contesto ecclesiastico l’abuso sessuale e quello spirituale vanno spesso di pari passo.“

Link al documento originale:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV_IV_-_Synodalforum_III_-_Handlungstext.Ma%C3%9FnahmenGegenMissbrauchAnFrauenInDerKirche_-_Lesung1.pdf

Forum sinodale III Testo propositivo di azioni „Presenza e guida – Le donne nella Chiesa e nella teologia“ (versione della seconda lettura)

Il principale punto di critica risiede nella tendenza a distaccare la guida dal sacramento dell’ordinazione per cederla parzialmente ai laici, soprattutto alle donne. I modelli di guida alternativi richiesti contraddicono l’Istruzione „La conversione pastorale della comunità parrocchiale“ (2020), n. 66, che rifiuta un’interpretazione forzata di can. 517. Quanto all’inclusione delle donne nella formazione sacerdotale, mancano chiarimenti. Una motivazione fondata sulla teoria del gender va rifiutata, mentre è da accogliere con favore un esame critico di tale teoria.

Citazioni originali dal documento:

„Nella pastorale vengono messi in atto e sperimentati nuovi modelli di guida. (…) Oltre al modello del parroco canonico prevalente nelle diocesi tedesche, esistono a livello parrocchiale diversi modelli di guida che prevedono che alcune funzioni di guida siano delegate o espletate in responsabilità congiunta da un team. In alcune diocesi si applica il can. 517 § 2 CIC:   diaconi/e  e laici/laiche possono prendere parte all’“esercizio della cura pastorale”, ovvero alla responsabilità pastorale complessiva delle parrocchie. Il vescovo diocesano può decidere di coinvolgere operatori di professione o volontari, singolarmente o in team, a livello di parrocchia o di comunità di parrocchie, incaricandoli dell’esercizio della cura pastorale.“

„Ciò richiede un’ulteriore riflessione della scienza teologica e una ridefinizione del rapporto tra ordinazione e guida.“

Link al documento originale:

https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV-IV-Synodalforum-III-Handlungstext.PraesenzUndLeitung-Lesung2.pdf

Forum sinodale IV „Vivere in relazioni riuscite Linee di fondo di una rinnovata etica sessuale“ Testo base

(seconda lettura per la quarta Assemblea sinodale del 08-10.09.2022, approvata con sì: 159 voti, no: 33, astenuti: 4. Testo tuttavia respinto dalla minoranza di blocco valida di un terzo (21 voti) dei vescovi presenti in Assemblea)

Tutto ruota intorno al tema dell'“omosessualità“, non alla giustificata richiesta di un nuovo rapporto pastorale con le persone interessate. Il disordine fattuale nel mondo dei sessi (Rm 1) dovrebbe essere convertito, tramite un’interpretazione, per essere una parte dell’ordine divino. Qui la realtà del raro fenomeno dell’intersessualità e transessualità viene usata come trampolino per concepire la pluralità degli „orientamenti sessuali“, secondo la teoria del gender, come identità sessuali create.

Il principio „che il Creatore da principio li creò maschio e femmina“ (Mt 19,4) viene aggirato; l’intento è di stabilire dal punto di vista della teologia morale che i sessi „non binari“ sono „varianti sessuali normali“ e „buon dono della creazione di Dio“. Dal momento che Dio ha creato delle persone in tal modo, la loro identità e il loro orientamento sessuale sarebbero in sé buoni e dovrebbero/potrebbero essere pienamente vissuti.

Si nega il legame incondizionato tra monoteismo e monogamia: il luogo autentico dell’unione sessuale non è solo il matrimonio per tutta la vita di uomo e donna; il sesso dovrebbe essere legittimo nelle occasioni più svariate. A tal fine il rifiuto unanime pronunciato dalle Scritture e dalla Tradizione viene ignorato, reinterpretato, dichiarato come „discriminazione“ e persino considerato responsabile degli abusi sessuali nella Chiesa. Dovrebbe cadere il „no“ che la Chiesa per principio, pur moderandolo nella misericordia, dice alla varietà di autorealizzazioni pre- ed extra-matrimoniali, in concubinato, successive al matrimonio e autosessuali.

In un’etica individuale che invalida i comandamenti, si suppone che la „morale“ consista principalmente nel fatto di prestare attenzione a che nel sesso regnino accordo non violento, simmetria e „amore“. Questo allineamento agli obiettivi della generale rivoluzione sessuale è motivato adducendo presunti sviluppi delle scienze umane che non vengono presentati e che – ove vengano presentati – sono ipotetici o falsi, e comunque non oggetto di consenso scientifico.

Citazioni originali dal Testo base:

(Preambolo): „Oggi riconosciamo che l’etica sessuale della Chiesa ha favorito anche crimini di violenza sessualizzata perpetrati nella Chiesa.“

(Preambolo): Ci impegniamo, ciascuno e ciascuna nella propria sfera di responsabilità, tenendo conto delle conoscenze acquisite dalle scienze umane e realizzando il messaggio di Gesù, secondo cui Dio ama tutti gli uomini, a provvedere a un cambiamento della dottrina e della prassi della Chiesa nel trattare la sessualità umana. […] Soprattutto la dottrina che considera eticamente legittimi i rapporti sessuali solo nel quadro di un matrimonio legale e solo nella permanente apertura alla procreazione di discendenti ha portato a una profonda rottura tra il Magistero e i fedeli.”

(B.7.2.): „La sessualità autostimolante non è una forma di puro innamoramento di sé, bensì un’altra importante forma di sessualità umana accanto alle relazioni interpersonali.“

(B.8.9.): „Gli atti di benedizione per coppie dello stesso sesso sono controversi nella Chiesa. Per questo motivo possono e devono essere trovati rituali e atti di benedizione distinti per forme di vita diverse dal matrimonio – nonostante il giudizio negativo della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 marzo 2021.“

(B.8.5): „Con il secondo matrimonio civile, per le persone interessate inizia una nuova unione per la vita.“

(A.1.): „… che „l’omosessualità (…) non [è] un fattore di rischio di abuso sessuale„, dimostrando dunque la necessità di una modifica della dottrina della Chiesa in ordine ai rapporti di coppia e alla sessualità.“

(A.2.1.): „Troppe persone credenti … avvertono … un divario ormai incolmabile tra le interpretazioni e regolamentazioni della dottrina sessuale della Chiesa da un lato e le loro esperienze sessuali dall’altro. Anche esse sperimentano come la fede cristiana renda possibili relazioni gioiose e liberanti, anche in costellazioni che attualmente il Magistero ancora definisce illegittime…“

(A.2.3.):Oggi il fatto di poter vivere la propria vita essendone responsabili in prima persona corrisponde tanto allo stile di vita e alle personali esigenze delle persone quanto al loro diritto. Così facendo, sanno di essere in accordo con la tradizione biblica e con l’insegnamento della Chiesa, che entrambi sottolineano la grande importanza di una condotta di vita autodeterminata di cui ognuno sia responsabile personalmente … Questo include anche l‘autodeterminazione nel campo della propria sessualità.“

(A.2.5.): „Molti credenti percepiscono la morale sessuale della Chiesa come uno strumento usato per esercitare un potere, sottile o evidente, sulla condotta di vita delle persone…“

(B.1.5. Linea 1): „Questa dignità comprende il diritto di autodeterminazione sessuale … tanto quanto il rispetto dell’identità sessuale, a prescindere dall’età o dal rispettivo orientamento sessuale. „

(B.2.2.): „Quella che viene comunemente definita come appartenenza biologica a un sesso, che di solito viene determinata „a prima vista“ come „femminile“ o „maschile“ sulla base dei caratteri sessuali esterni di una persona, deve a sua volta la sua esistenza a un complesso processo in cui già interagiscono fattori genetici ed epigenetici che danno luogo a varianti della sessualità biologica e pongono così le basi per un ampio ventaglio di sfaccettature dell’identità sessuale biopsicosociale, il cui possibile spettro va ben oltre le varianti interpretative di „maschile“ e „femminile“. […] Come Chiesa dobbiamo rispettare la concezione individuale che ogni uomo ha della propria identità sessuale come parte inviolabile del suo essere, ognuno a suo modo, immagine di Dio (Is 43,7).“

(B.2.3.): „Il riconoscimento dell‘equivalenza e della legittimità degli orientamenti non eterosessuali, delle loro pratiche e della loro relazione, … l’eliminazione della discriminazione basata sull’orientamento sessuale sono una urgente necessità. …

(B.2.4.) In tale ottica non solo è cosa normale essere diversi, ma è anche cosa diversa l’essere normali.“

(B.4.5.):Humanae vitae (1968)… svilimento, per non dire addirittura delegittimazione di tutti gli atti sessuali che in sé non possono portare al concepimento di figli. Questo non riguarda solo la sessualità tra persone che vivono rapporti omosessuali, ma anche persone con menomazioni (fisiche) o tutte le coppie sposate che, per ragioni di età, hanno da tempo superato il limite della fertilità biologica.“

Link al documento originale:
https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV-IV_Synodalforum-IV-Grundtext-Lesung2.pdf

Forum sinodale IV Testo propositivo di azioni: „Rivalutazione magisteriale dell’omosessualità“

(approvato in data 09.09.2022, sì: 170 voti, no: 14, astenuti: 9)

Citazioni originali dal Testo propositivo di azioni (incl. indicazione della riga):

(24-26) „L’orientamento sessuale è parte inseparabile di ogni persona umana. Esso non è oggetto di scelta personale e non è modificabile. … Dal momento che l‘orientamento omosessuale appartiene all’essere umano così come egli*ella è stato/a creato/a da Dio, esso non deve essere giudicato eticamente in modo differente dall’orientamento eterosessuale.“

(34-42):Una sessualità genitale responsabile in relazioni con un’altra persona si orienta al rispetto della dignità e dell’autodeterminazione, dell’amore e della fedeltà, della responsabilità reciproca e delle rispettive specifiche dimensioni di fecondità. Essa trova compimento in relazioni fondate sull’esclusività e sulla durata. La sessualità tra persone dello stesso sesso – anche quella concretizzata in atti sessuali – non è pertanto peccato che separa da Dio, e non va giudicata come intrinsecamente cattiva. Essa va piuttosto giudicata in base all’attuazione dei valori sopra citati.“

(84-92): „La posizione attuale delle scienze umane è che l’omosessualità e la bisessualità non sono né malattie o disturbi, né qualcosa che si possa scegliere. Piuttosto, rappresentano naturali variazioni minoritarie delle strutture umane di preferenza sessuale. Queste preferenze sessuali … sono … non modificabili. … L’omosessualità … è una variante normale e non una „variante minore“ (Testo base A 2.3). Appartiene in quanto normale al creato di Dio, che è cosa buona.“

(128-133): „Le paure scaturite dalla dottrina sessuale della Chiesa vigente finora, riguardo al tema … in generale e all’omosessualità in particolare, sono cause sistemiche dei crimini di abuso perpetrati nella Chiesa, dal momento che in molti casi per causa loro è ostacolato o addirittura impedito lo sviluppo di una sessualità matura. Tra le altre cose, in tale contesto, è d’impedimento il fatto che finora l’omosessualità è considerata un ostacolo all’ordinazione.“

Link al documento originale:
https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T9NEU_SVIV_13_Synodalforum-IV-Handlungstext_LehramtlicheNeubewertungVonHomosexualitaet-2.Lesung.pdf

Forum sinodale IV Testo propositivo di azioni „Regolamento di base del servizio ecclesiastico“

(approvato in data 09.09.2022, sì: 175, no: 8, astenuti: 13)

Citazioni originali dal Testo propositivo di azioni:
(65-69): „Nel Regolamento di base deve essere inserita una clausola di non discriminazione che vieti ai datori di lavoro ecclesiastici di non assumere una persona a causa della sua identità sessuale o della sua forma di vita personale o di licenziare per tali motivi una dipendente ecclesiastica o un dipendente ecclesiastico .“

(151-158): „Anche questa Assemblea sinodale valuta … il matrimonio in seconde nozze, l’intersessualità e la transessualità, l’omosessualità e la corrispondente unione tra persone dello stesso sesso in modo diverso dai testi ufficiali della Chiesa vigenti finora (Testo base B.2.2-5, B.5.1-5, B.8.5-7). In base a tale visione, l’adeguamento del Regolamento di base e delle pratiche per la concessione della Missio canonica e del Nihil obstat è una conseguenza necessaria che non tollera ulteriori dilazioni.“

Link al documento originale:
https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/T8NEU_SVIV_12_Synodalforum-IV-Handlungstext_GrundordnungDesKirchlichenDienstes-2.Lesung.pdf

Forum sinodale IV Testo propositivo di azioni „Rapportarsi alla diversità di genere“

(prima lettura, approvato in data 10.09.2022, sì: 155, no: 9, astenuti: 12)

Citazioni originali dal Testo propositivo di azioni:
(Introduzione): „Ricorrendo alle narrazioni bibliche della creazione e con l’accusa di usare l'“ideologia di genere“, le persone intersessuali e transessuali (ma anche omosessuali) sono sempre più emarginate, patologizzate e disprezzate. Il … Magistero conosce solo l’esclusiva binarietà dei sessi sotto forma di uomo e donna, che viene determinata in base a criteri fisici. Così facendo, il Magistero misconosce o trascura per ampio tratto le conoscenze acquisite dalla psicologia, dalla medicina e dall’antropologia, secondo le quali il sesso conosce anche varianti non binarie …“

(Istanza 2.1.): „L‘antropologia normativa dei sessi basata sul diritto di natura e la sua legittimazione tramite il ricorso ai testi biblici sulla Creazione necessitano di una verifica basata sulle conoscenze acquisite dalla scienza biblica e dalla teologia moderna.“

(Istanza 2.2.): „Le istituzioni cattoliche, le persone responsabili della Chiesa e i/le politici/politiche cattolici/cattoliche non dovranno più denigrare i nostri fratelli e sorelle nella fede transessuali e intersessuali (ma anche omosessuali e bisessuali), soprattutto con l’accusa generalizzata di aderire all'“ideologia gender“ o all'“agenda LSBTIQ“. In tal modo finora sono stati creati e fomentati stereotipi negativi che in alcuni casi … si accompagnano anche a violazioni dei diritti umani.

Link al documento originale:
https://www.synodalerweg.de/fileadmin/Synodalerweg/Dokumente_Reden_Beitraege/SV-IV/SV_IV_-_Synodalforum_IV_-_Handlungstext.UmgangMitGeschlechtlicherVielfalt_-_Lesung1.pdf